Marketing philosophy

Quando si deve affrontare la costruzione di un nuovo sito è fondamentale procedere a un’attenta analisi delle finalità. Sembra un ragionamento banale, scontato, ma se osservato il materiale depositato su web vi accorgere che spesso questa regola è disattesa.


E’ tutto un prolificare di animazioni flash (in certi casi, siti completamente progettati in flash), grande dispendio di risorse tecnologiche ma spesso scarsa cura dei contenuti (la classica “aria fritta”). Noi crediamo che un sito, prima di tutto, serva per fornire rapide delucidazioni su un’attività, un progetto o ancora fornirti tutti i parametri fondamentali per acquistare un prodotto, un bene di consumo, ecc.


Fondamentale è la visibilità nei motori di ricerca che si raggiunge partendo dalla progettazione, dal SEO e da tutte quelle attività che garantiscono un risultato finale coerente con le aspettative. Il web marketing 2.0 non è un’attività che mette in secondo piano il principio fondamentale della visibilità, anzi attraverso tools appositi sfrutta ogni opportunità per raggiungere traguardi ambiziosi.
 

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Web 2.0

Web 2.0

L’acronimo web 2.0 sta a indicare l’aspetto evolutivo dell’utilizzo di internet da parte dei navigatori della rete. La diffusione della banda larga, tipicamente la ADSL, ha inciso positivamente  allo sfruttamento di risorse internet finalizzate allo sviluppo di forme collaborative, partecipative e alla condivisione di risorse e esperienze. Il mondo del web è un brulicare di contatti, commenti, blog d'opinione e piazze dove esprimere la propria opinione. Anche le differenze linguistiche non sono più una barriera insormontabile: con Google possiamo tradurre, anche il cinese.

 

Il fenomeno del web 2.0, può essere riassunto in queste cifre:

 

  • 9.000.000 milioni di utenti italiani su Facebook 
  • 50.000 mila video caricati e condivisi ogni giorno in You Tube.
  • 1.000.000.000 miliardo di fotografie condivise in flickR.
  • 140.000.000 milioni di blog indicizzati da Technorati.
  • 100.000.000 milioni di utenti in mySpace.



facebookL’aspetto più evidente che si desume dalle fredde cifre esposte è che il navigatore web 2.0 è sempre più attratto dalla possibilità di socializzare, condividere, diventare regista di se stesso all’interno di un gruppo. In un certo senso sembra di assistere a una gara di aspiranti cantanti alla ricerca di un spasmodico protagonismo. Un sociologo avrebbe molto da dire in proposito.


Nielsen Netratings (società specializzata in analisi del mercato web) calcola che in Italia circa il 56% della popolazione internet attiva frequenta social network e prodotti simili web 2.0; un fenomeno che si traduce in circa cinque milioni di persone coinvolte.

Da questi dati si comprende perché non si possa affrontare il mondo internet partendo dall’aspetto grafico di un sito, senza pianificare una strategia frutto di analisi. Il web 2.0 è un animale in continua evoluzione, con improvvise mode che sconvolgono gli equilibri esistenti vanificando i progetti nati con superficialità.

Gli strumenti web 2.0 zero sono potenti, ma anche gravati di falle progettuali frutto di una crescita esuberante (Facebook, secondo alcuni autorevoli manager di società internazionali, è un prodotto con gravi imperfezioni che si sta sviluppando senza una visione precisa).

 

Qualunque sia la vostra percezione del mondo e i traguardi a cui volete aspirare, non affrontate con leggerezza queste problematiche perché le delusioni, oltre alle perdite economiche sono sempre in agguato. La nostra esperienza al riguardo ci ha insegnato l’umiltà di affrontare ogni progetto 2.0 (web e media) con la dovuta serietà senza farci distrarre da obbiettivi solo figurativi.

 

Se volete approfondire l'argomento vi consigliamo la sempre valida Wikipedia all'indirizzo: http://it.wikipedia.org/wiki/Web_2.0

 


 

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